Il Blog di Grazia De Fiore

Salve a tutte mamme e future mamme ! Mi chiamo Grazia De Fiore, sono Consulente Professionale in Allattamento IBCLC. Se avete bisogno di informazioni sull'allattamento, avete dubbi o incontrate qualche difficoltà, ponete pure le vostre domande su questo blog o contattatemi privatamente!
allattamento

Perché il latte materno e il latte in formula non sono la stessa cosa

27/03/2018 - Jack Newmann -

La formula è uguale al latte materno?

Molte persone, tra cui diversi professionisti della salute, sostengono che da quando sono stati apportati dei “miglioramenti” con l’aggiunta di alcuni ingredienti, non vi è più alcuna differenza tra latte materno e latte in formula. Tuttavia persistono importanti differenze biochimiche per cui nessuna formula si avvicina minimamente al latte materno. Se date un’occhiata all’elenco degli ingredienti di una qualsiasi formula, risulta evidente come il latte materno contenga molti più ingredienti e di gran lunga più importanti. Contiene cellule viventi, cellule staminali, globuli bianchi, fattori immunitari e anticorpi che non possono essere aggiunti al latte in formula. E questo solo per iniziare! Tra gli ingredienti della formula se ne possono trovare anche di indesiderati, come alluminio e cadmio a livelli inaccettabili.

La maggior parte delle persone ammette senza indugio che il latte vaccino in polvere ricostituito in acqua calda non è come il latte fresco, tuttavia molte persone hanno un bisogno emotivo di credere che il latte in formula sia uguale all’allattamento al seno.

La formula e il latte materno non sono affatto uguali, non sono nemmeno simili.

Per anni le case produttrici hanno cercato con la pubblicità, di convincere genitori ed operatori sanitari che le loro formule fossero come il latte materno. La foto 1 mostra una pubblicità del 1890 che recita, in francese, “Allattamento Artificiale”, usando la parola che in francese viene normalmente usata per “allattare”. Subdolo, no?

Latte in formulaFoto 1.
I creatori di questa formula credevano che fosse esattamente come il latte materno. Davvero? Lo credevano davvero?

E cos’altro dice? “le seul lait stérilisé identique à celui de la femme”: l’unico latte sterilizzato identico a quello della donna! Per inciso, il latte materno non è mai sterile e contiene molti batteri diversi. Gli studi hanno dimostrato che vi si trovano normalmente centinaia di batteri diversi e con differenze individuali. Questo è importante e utile per il corretto sviluppo del microbioma (flora intestinale) del bambino e non qualcosa di cui preoccuparsi

Esistono tanti gli annunci simili a questo. Quindi, all’inizio del XX secolo, il latte in formula veniva pubblicizzato come uguale al latte materno. Questo approccio fuorviante è da sempre essenziale per i produttori, perché altrimenti sarebbe difficile convincere le persone ad utilizzare il latte in formula, non solo nelle situazioni in cui potrebbe essere indicato dal punto di vista medico, ma anche nel modo massiccio e inutile in cui viene utilizzato oggi. Il concetto di latte in formula “proprio come il latte materno” è persino diventato espressione della competizione tra i diversi marchi, che usano frasi come “più vicino che mai al latte materno”.

Cosa ci dice la prossima foto?

Latte in formulaFoto 2.
I latti artificiali sono continuamente migliorati, ma mai uguali al latte materno.
Afferma che questo latte artificiale esiste dall’epoca della bis-bis-bis-bisnonna, presumibilmente per suggerire che questa azienda ha molta esperienza nel creare formule valide. L’annuncio elenca poi tutti i miglioramenti che sono stati apportati da allora. Ma questa pubblicità è degli anni ’90:

  • Prima che siano stati aggiunti il DHA (acido docosaesaenoico) e l’ABA (acido arachidonico), due composti da sempre presenti nel latte materno. Anche se non esistono evidenze che l’aggiunta di questi composti, produca gli stessi effetti di quando vengono assunti naturalmente col latte materno.
  • Prima che il contenuto proteico del latte in formula fosse ridotto, a causa dell’evidenza che l’eccesso di proteine nella formula aumenta il rischio di obesità infantile. Tuttavia le formule contengono ancora troppe proteine. Gli studi hanno convinto i produttori a ridurne la quantità, ma invece di dire “scusate non lo sapevamo” usano l’espediente della ridotta concentrazione proteica per esaltare l’eccellenza del loro prodotto.
  • Prima dei tanto celebrati nucleotidi, anche se la loro effettiva utilità non è stata ancora dimostrata del tutto. I nucleotidi sono sempre stati nel latte materno. Ricordo un incontro presso l’Hospital for Sick Children di Toronto in cui uno dei pediatri, uno specialista in nutrizione infantile, parlò dell’importanza dei nucleotidi nelle formule. Quando uno dei pediatri chiese se i nucleotidi fossero davvero delle aggiunte importanti alle formule, egli ne sottolineò l’importanza rivoluzionaria. E perché oggi non sentiamo più parlare dei nucleotidi nel latte artificiale? Fondamentalmente, perché la rivoluzione è stata un fallimento.
  • Prima degli oligosaccaridi, i famosi prebiotici con cui i produttori fanno tanti affari. Gli oligosaccaridi sono presenti da sempre nel latte materno.
  • Prima che fossero aggiunti i probiotici tanto apprezzati dalle madri. Il latte materno contiene da sempre probiotici.
  • Prima dei “latti artificiali speciali” formulati per problemi di rigurgito o “allergie”.

Cosa significa tutto questo? Significa che i latti in formula del 1890 e degli anni ’90, pubblicizzati come “uguali al latte materno” sono stati “migliorati” da una serie di aggiunte. Significa che se tutti questi miglioramenti fossero stati così tanto importanti per la salute dei bambini, allora che dire a tutti coloro che hanno ricevuto “formule non migliorate” ai tempi della bis-bis-bis-bisnonna? Quelle formule erano inadeguate, forse anche dannose.

E che dire delle dozzine, persino centinaia di altri composti del latte materno che non potranno mai essere aggiunti? E di quelli ancora da scoprire? Il latte materno è un fluido vivo e complesso in cui gli ingredienti interagiscono tra loro. E si è appena iniziato a capire la complessità della composizione e dei singoli ingredienti. Per esempio, tutti sembrano sapere che il latte materno contenga anticorpi. Ma sono presenti una quantità maggiore di fattori immunitari, rispetto agli anticorpi. E questi fattori immunitari interagiscono tra loro, lavorando insieme, per proteggere il bambino dalle malattie.

Cominciamo col dire che il latte materno è unico, prodotto unicamente da quella madre per quel suo unico bambino.

Sì è vero, ogni madre produce latte diverso da qualsiasi altra madre. Questo perché come ogni fluido biologico (sangue per esempio), il latte varia da persona a persona e da un giorno all’altro e anche durante lo stesso giorno. Ad esempio è normale che il contenuto in sodio nel sangue possa variare anche ampiamente, fino al 15%, a seconda di quanto si è assetati, di quanto sodio fosse contenuto nel pranzo e di altri fattori ancora. Questo è solo un esempio.

Sappiamo anche che il colostro, il 1° latte, è molto diverso dal latte successivo. Appare anche differente. Eppure i produttori e anche molti medici ci dicono che la formula è un buon latte per i bambini durante i primi giorni. Nessuno sembra voglia mettere in discussione questa ipotesi. E in quantità che superano di gran lunga ciò che il bambino otterrebbe dal seno. Ma un sovrappiù non necessariamente è la scelta migliore.

A parte i tanto proclamati nucleotidi che svolgono un ruolo marginale nella protezione del bambino dalle infezioni, le formule non contengono nessun altro fattore di protezione. Gli anticorpi sono soltanto uno dei tanti fattori immunitari presenti nel latte materno e assenti nei latti formulati. Il latte materno contiene lattoferrina, talmente importante per l’immunità che i produttori fanno di tutto per cercare di scoprire come possano aggiungerlo al loro prodotto. Il latte materno contiene anche i seguenti fattori immunitari: il lisozima (l’enzima che attacca i batteri e li uccide distruggendone le pareti), mucine, lactaderina, fattore bifidus e tanti altri. E probabilmente molti altri devono ancora essere scoperti. Questi fattori immunitari non si limitano a star lì, ma interagiscono tra loro, lavorano insieme in splendida armonia come gli strumenti di una orchestra sinfonica, in reazione ai vari batteri, virus e funghi a cui è esposto il bambino. Questa è l’immunità mirata, una immunità molto specifica verso l’ambiente in cui si trova il bambino. Anche se i fattori immunitari vengono aggiunti ai latti formulati, non avrebbero questa “cooperazione”, non reagirebbero alle infezioni, perché è la madre attraverso il suo latte, che produce questi fattori in risposta alle infezioni. Il latte materno è un fluido vivo e dinamico.

Il latte materno contiene alfa-lattoalbumina che in presenza di grassi nello stomaco del bambino, viene trasformata in HAMLET (human alpha lactalbumin made lethal to tumour cells). Nessuna relazione con il principe di Danimarca , HAMLET è un complesso antitumorale con ampia attività verso diversi tipi di cancro e linfomi.
Il latte materno varia da mattina a sera, di giorno in giorno, di settimana in settimana. In ragione di questo non potrà mai essere duplicato da alcuna formula.
Inoltre il latte materno è pieno di fattori antinfiammatori che diminuiscono la reazione infiammatoria del bambino. Oltre ai fattori antinfiammatori e all’enorme numero di batteri “buoni” nel tratto intestinale dei bambini allattati al seno, il latte materno aiuta a prevenire l’infiammazione che si verifica a seguito della “battaglia” dei fattori immunitari contro batteri o virus e che può causare danno ai tessuti. In questo modo il latte materno riduce anche il rischio di danno tissutale dell’intestino ed è probabilmente uno dei motivi per cui l’allattamento al seno dei prematuri riduce sensibilmente il rischio di incorrere nella grave condizione, potenzialmente pericolosa per la vita, della enterocolite necrotizzante.

Ci sono dozzine, se non centinaia di fattori immunitari e alti importanti componenti nel latte materno che non sono presenti nelle formule. Solo per citarne altri due; uno, un importante fattore immunitario scoperto di recente chiamato membrana del globulo di grasso del latte. Oh, ma è eccezionale! E le aziende lavorano febbrilmente per includere le membrane dei globuli di grasso nel loro prodotto. Se ci riusciranno, ci bombarderanno con quanto sia importante questo fattore immunitario, sperando che non ricorderemo che tutte le formule precedenti non lo contenevano. E l’altro? Cellule staminali! Si può impazzire per riuscire a capire come le cellule staminali possano essere usate nella medicina clinica.
Su un mio articolo del 1955 pubblicato da Scientific American, ho spiegato come l’allattamento al seno protegge i bambini dalle infezioni e perché è importante tenere i bambini al seno quando la madre ha una infezione, compresa la comune infezione per cui ricevo sempre mail: Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA). Sì, la madre malata protegge il suo bambino se continua ad allattare. Le foto seguenti tratte dal mio articolo, mostrano come l’allattamento al seno protegge il bambino quando la madre ha una infezione.

Il latte materno protegge il bambinoFOTO 4. Anticorpi specifici vengono secreti nel latte, che aiutano a proteggere il bambino dall’infezione stessa cui è esposta la madre.
FOTO 3. Quando una madre è esposta ad un virus o ad un batterio, cellule speciali chiamate cellule M, adsorbono il batterio o il virus, inviano informazioni alle cellule che viaggiano verso il seno e iniziano ad aggiungere al latte materno anticorpi specifici verso il batterio o virus responsabile dell’infezione.

Altro argomento cado dei nostri giorni è il microbioma con tutti i batteri che ne fanno parte, non solo quelli del tratto gastrointestinale. I neonati nutriti con formula e con latte materno hanno batteri molto differenti nei loro intestini ed in altri distretti. Cosa comporta? Il microbioma del bambino può determinare:

  • Sviluppo, incluso lo sviluppo neurologico e cognitivo
  • Funzione immunitaria
  • Protezione contro vari agenti patogeni
  • Funzione digestiva
  • Livelli di stress

E chissà cos’altro: abbiamo appena iniziato a sondare i segreti sulla differenza che può fare il microbioma.

Come suggerisce uno studio del 2014:
− “Stiamo solo iniziando ad apprezzare i potenziali benefici per la salute che potrebbero derivare da questa impresa nei settori diagnostici, preventivi e terapeutici. Nutriamo grandi aspettative verso il riconoscimento di come la nostra ricchezza microbica durante la prima infanzia, sia in primo piano per la salute in età adulta”.

Per quanto riguarda lo sviluppo del cervello, nel 2013 è stato pubblicato un interessante articolo. Gli autori hanno eseguito una risonanza magnetica (MRI) in bambini di età compresa tra 10 mesi e 4 anni e confrontato lo sviluppo della sostanza bianca del cervello nei neonati allattati ed in quelli nutriti con formula, osservando anche come questo sia influenzato dalla durata dell’allattamento. Cosa scrivono? “I bambini allattati al seno mostravano un aumento della sviluppo della sostanza bianca delle regioni cerebrali frontali e di associazione che maturano più tardi. Relazioni positive tra microstruttura della materia bianca e durata dell’allattamento al seno sono state trovate anche in regioni del cervello diverse, che sono anatomicamente coerenti con i miglioramenti osservati nelle misure di performance cognitive e comportamentali. Mentre i meccanismi alla base di queste differenze strutturali rimangono poco chiari, i nostri risultati forniscono nuove conoscenze su vantaggi allo sviluppo associati all’allattamento al seno e supportano l’ipotesi che i costituenti del latte materno promuovano una crescita neurale sana e lo sviluppo della sostanza bianca”.

Nel latte in formula ci sono cose che non dovrebbero esserci?

Certamente, ecco una citazione da un articolo su l’alluminio nelle formule. Gli autori Shelle-Ann M.Burrel e Christopher Exley affermano: C’è (ancora) troppo alluminio nelle formule per lattanti. BMC Pediatrics 2010; 10:63. Questi autori non sono fissati con l’allattamento al seno. Nel loro articolo scrivono “Le formule per neonati sono fondamentali per le esigenze nutrizionali dei bambini pretermine e a termine”. Bene, non sono d’accordo che le formule sono fondamentali per le esigenze nutrizionali dei neonati pretermine e a termine. L’allattamento al seno è sì fondamentale, ma non il latte in formula. Poi continuano affermando “Sebbene sia noto da decenni che le formule per lattanti sono contaminate da quantità significative di alluminio, ci sono poche prove che i produttori tengano nella giusta considerazione questo problema. L’alluminio non è essenziale ed è collegato a stati morbosi. Esistono prove di tossicità immediata e ritardata nei neonati esposti all’alluminio e in particolare nei prematuri, quindi la nostra opinione è che ci sia ancora troppo alluminio negli alimenti per lattanti”.
Per coloro che amano i cibi esotici, in alcune occasioni sono stati trovati latti artificiali contenenti:

  • Parti di scarabei e larve di coleotteri
  • Pezzi di vetro
  • Trucioli di metallo
  • Melammina: a causa dell’adulterazione dolosa del latte che ha causato la morte di molti bambini in Cina

Gli uomini commettono errori?

Certo che lo fanno. E nel corso degli anni ci sono state dozzine di richiami di prodotto a causa di errori commessi nella fabbricazione. Ecco alcuni esempi

Baby formula recalledFOTO 5. Quando si commettono errori, può essere molto grave per i bambini.
E l’arsenico nel latte in formula?
Questa storia, più recente della storia dei bambini in Israele, risale all’ottobre del 2017, afferma che l’80% delle formule per bambini negli Stati Uniti contengono quantità misurabili di arsenico. E anche di cadmio, anch’esso fonte di preoccupazione.
E nel dicembre 2017, la salmonella ha causato un richiamo a livello mondiale di latte artificiale dal produttore di formule Lactalis.

Quindi? Il latte artificiale è come il latte materno?

Che incredibile affermazione. Chiunque dica una cosa del genere, o è completamente ignorante in biochimica del latte materno e del latte in formula e non sa di cosa stiamo parlando, o semplicemente sta dicendo assurdità per ragioni politiche. E se le formule e il latte materno sono così diversi, hanno effetti molto diversi sul bambino e sulla madre. Fingere che non sia così, non lo rende vero.
E queste diversità non fanno la differenza per il bambino o per la madre? Gli studi non dimostrano che esiste una differenza tra i bambini allattati al seno e quelli alimentati con latte artificiale. Cosa significa? Ecco la verità: non deve essere dimostrato che il normale e il fisiologico siano migliori dell’artificiale. L’alimentazione artificiale è un intervento e, in termini medici, è necessario dimostrare che un intervento sia sicuro e vantaggioso prima di poterlo raccomandare.

“Ma non tutte le donne possono allattare in modo esclusivo…”

In effetti, la maggior parte delle donne ai nostri giorni “non può allattare” perché è minata la loro capacità di farlo. Le routine ospedaliere sul travaglio e sulla nascita, la separazione delle madri dai bambini, l’introduzione precoce dei biberon e i consigli scadenti da parte degli operatori sanitari, portano a tante madri che “non possono allattare” e restano deluse dall’allattamento al seno, quando dovrebbero dirigere la loro delusione al sistema medico. Se avessero avuto un parto eutocico e un buon aiuto fin dall’inizio, la maggior parte di queste madri avrebbe avuto molto successo nell’allattamento al seno.

Per queste ragioni l’allattamento al seno è considerato difficile, faticoso e doloroso, quando invece non dovrebbe essere difficile, faticoso e doloroso per la maggior parte delle madri. Quando l’allattamento al seno funziona come dovrebbe, diventa facile, rilassante e indolore.
E le madri che non possono allattare a causa di infezioni o altre malattie che potrebbero avere? Alle madri viene spesso detto questo e molti dottori pensano di far loro un favore dando una scusa per fermare l’allattamento. Troppo spesso i medici ritengono che l’allattamento al seno sia un peso e le madri apprezzerebbero di non doverlo portare. Quasi mai le madri hanno bisogno di fermarsi per queste ragioni e se avessero un buon aiuto e incoraggiamento dai loro medici, non troverebbero pesante l’allattamento al seno.
In verità, miei cari dottori, la maggior parte delle donne vuole allattare e spesso viene loro impedito con informazioni errate sull’allattamento al seno, sulle malattie o sui farmaci. Quasi mai sono queste le ragioni per fermarsi: l’HIV ad esempio, non è più motivo per non allattare al seno, così come molte altre infezioni virali o batteriche. Dover fare un intervento chirurgico non è un motivo per fermare o addirittura interrompere l’allattamento. E le madri che non possono allattare a causa dei farmaci che stanno assumendo? Solo raramente i farmaci non sono compatibili e se non lo fossero, spesso è possibile suggerirne di altrettanto efficaci e compatibili con l’allattamento al seno.

Ma è vero che se anche abbiamo avuto un parto perfetto, un supporto perfetto dopo la nascita e un sostegno continuo nel postpartum, alcune madri, una piccola percentuale, non sono ancora in grado di gestire l’allattamento esclusivo. E non tutte le malattie permettono alle madri di allattare e non tutti i farmaci assunti dalla madre sono sicuri. E alcune malattie nei bambini non permettono loro di essere allattati al seno, di solito rari errori innati del metabolismo come la galattosemia con livelli molto bassi di enzima infantile.
Ma la maggior parte delle madri e dei bambini potrebbero evitare di usare la formula, se si sviluppasse un sistema diffuso di banche per il latte materno, in modo che ogni madre che ne avesse bisogno, possa usufruirne. Ogni ospedale dovrebbe avere una banca del latte materno proprio come hanno le banche del sangue. Questo può essere realistico. Se avessi fatto la stessa affermazione nel 1917 sulle banche del sangue, mi sarebbe stato detto che non era realistico avere sangue a disposizione di tutti coloro che ne avevano bisogno. Quindi la questione è se considerare una priorità il latte materno anziché la formula e se comprendiamo quanto siano effettivamente diversi.

Quando si parla di donne che “non possono” allattare al seno, spesso non viene menzionato quanto poco si è fatto per aiutarle e per aumentare la loro produzione. Se una donna integra con aggiunte, dovrebbe essere informata di tutte le opzioni disponibili – non solo latte in polvere e latte materno, ma anche latte materno da donatrice, per poter fare una scelta informata. Inoltre, se si integra in un modo da non interferire con l’allattamento, cioè con un aiuto all’allattamento al seno, la madre di fatto sta ancora allattando. È possibile continuare l’allattamento al seno anche durante l’integrazione e quando il bambino inizia a mangiare cibo, fino a raggiungere il punto in cui l’integrazione può arrestarsi mantenendo l’allattamento al seno e l’alimentazione con cibo come qualsiasi altro bambino allattato.

E ancora una cosa, l’ultima, ma certamente non meno importante. L’atto dell’allattamento al seno è diverso dall’allattamento artificiale. L’allattamento al seno è una stretta relazione intima, fisica ed emotiva tra due persone innamorate. E per questo, non è necessario averne una bella scorta.
Per un cortometraggio interessante sulla diversità del latte materno.

Hai bisogno di aiuto per l’allattamento al seno? Prendi un appuntamento presso il nostro centro.

Copyright: Jack Newman, MD, FRCPC, 2017, 2018

Condividi sui social
0 Comments
Ci farebbe piacere se volessi lasciarci un commento!

Leave a Reply