Le Ragadi e il dolore ai capezzoli

Autore: Dott. Jack Newman MD FRCPC
Titolo originale: “Sore nipples”

Il migliore trattamento dei dolori ai capezzoli è la prevenzione. La migliore prevenzione è attaccare il neonato al seno in modo corretto, fin dal primo giorno.

I capezzoli si infiammano normalmente per uno dei due seguenti motivi o per entrambi: O il bambino non è posizionato bene al seno e quindi non si attacca nel modo giusto, oppure non succhia bene, o tutt’e due. Fra l’altro il bambino impara a succhiare bene, ricevendo il latte dalla mammella quando è attaccato in modo corretto. (Cioè impara con la pratica). Perciò problemi di “suzione” sono spesso causati dal fatto che il bambino non si è attaccato bene alla mammella. Anche un’infezione da funghi (causata da candida albicans) potrà essere la causa del dolore ai capezzoli. Il dolore causato da un bambino che non è attaccato bene al seno e da una suzione non appropriata, si accentua nel momento in cui si attacca il bambino e normalmente migliora quando il bambino succhia.

Il dolore proveniente da un’infezione da funghi invece può protrarsi per tutta la poppata e addirittura continuare quando il bambino si è staccato dal seno. Le donne descrivono il dolore proveniente dalle prime due cause come lancinante. Il dolore provocato da un infezione da funghi invece viene descritto come un bruciore, ma può anche non avere questa caratteristica. Se i capezzoli cominciano a far male improvvisamente e inspiegabilmente dopo un periodo di poppate senza questi problemi, può significare che il dolore è provocato da un’infezione da funghi, ma il dolore potrebbe aumentare in modo graduale oppure aggiungersi a dolori provenienti da cause diverse. Le ragadi possono essere provocate da un’infezione da funghi. Anche malattie della pelle possono provocare dolori a inizio tardivo ai capezzoli. Ci sono molte altre cause che possono provocare dolori ai capezzoli.

Come posizionare e attaccare il bambino correttamente (Vedi anche “When Latching” – ancora da tradurre)

Spesso le madri trovano difficoltà nel posizionare e attaccare bene il bambino. Posizionarlo nel modo corretto facilita una buona presa della mammella e se il bambino è attaccato bene si riduce la possibilità che il suo pancino si riempia d’aria e gli permette di controllare l’emissione del latte. Se il bambino non è attaccato in modo corretto al seno, potrà succedere che non cresca in modo adeguato, o che chieda più spesso di poppare o che soffra di “coliche” (vedi: “Le coliche nel bambino allattato al seno” ). Vedi anche i video nel sito del dott. Jack Newman che fanno vedere come posizionare il bambino al seno, come riconoscere se riesce a ottenere il latte e come usare la tecnica della compressione della mammella.

Come posizionare il bambino: In questo esempio supponiamo di portare il bambino alla mammella sinistra.

Una buona posizione facilita una buona presa della mammella. Molto di quello che dirò di seguito sul modo di attaccare il bambino alla mammella, si verifica automaticamente se il bambino viene posizionato in modo corretto.

All’inizio potrà risultare più facile prendere il bambino in posizione orizzontale di fronte al corpo, per attaccarlo al seno. Tenerlo con il braccio destro, lo spazio fra il pollice e indice dietro la sua nuca (non dietro la sua testa) e sostenere il viso del bambino da sotto con le dita (eccetto il pollice) mentre l’avambraccio sorregge la sua schiena e il sederino. Tenere il sederino del bambino fra il petto e l’avambraccio – questo dovrebbe dare un buon controllo. Il bambino dovrebbe essere quasi in posizione orizzontale di fronte al corpo e dovrebbe essere girato, così che il suo petto, la pancia e le cosce si trovino con una leggera inclinazione in modo che il bambino possa guardare la madre. Tenere la mammella con la mano sinistra, con il pollice sopra e le altre dita sotto, molto lontane dal capezzolo e dall’areola.

Il bambino dovrebbe essere in grado di raggiungere la mammella con la testa leggermente inclinata all’indietro. In questo modo il capezzolo si colloca automaticamente verso la parte superiore della sua bocca. (vedi: “Posizionare e attaccare il bambino al seno”)

Come attaccare il bambino al seno:

Ora bisogna fare in modo che il bambino apra bene la bocca. Per questo si dovrebbe muovere il capezzolo che è rivolto sempre verso la parte superiore della bocca del bambino, delicatamente lungo la bocca, da un angolo all’altro. Oppure qualche madre trova più facile muovere il bambino lungo il capezzolo. Aspettare che il bambino spalanchi la bocca, come se stesse sbadigliando. ASPETTARE IL BAMBINO, quando lo si avvicina al seno, il suo mento dovrebbe toccare per primo la mammella. Non girare il bambino in modo che il capezzolo è rivolto verso il centro della sua bocca ma alla parte alta del palato.
Quando il bambino apre la bocca, usare il braccio con cui lo si sta tenendo per avvicinarlo al seno. Non si abbia paura che il bambino non riesca a respirare. Se è posizionato e attaccato bene respirerà senza nessun problema. Se non riesce a respirare, tirerà al capezzolo. Non avere paura a tenerlo stretto al seno.
Se il capezzolo fa ancora male, usare il dito indice per tirare il mento del bambino in basso in modo che il suo labbro inferiore sia rivolto verso l’esterno. Potrà essere necessario fare così per tutta la durata della poppata, ma normalmente no. Di solito il dolore diminuisce. Non staccare e riattaccare il bambino diverse volte per attaccarlo perfettamente. Se il bambino si stacca e riattacca alla mammella per cinque volte e ogni volta fa male, si moltiplica il dolore cinque volte e – cosa ancora più grave – anche il capezzolo viene danneggiato cinque volte di più. Aggiustare la presa quando si cambia mammella oppure alla poppata successiva.
Gli stessi principi valgono se si allatta il bambino in posizione seduta o sdraiata o se si usa la posizione “rugby”. Aspettare che il bambino apra bene la bocca, non gli si permetta di attaccarsi solo al capezzolo ma fargli entrare in bocca il più possibile dell’areola (non è necessario che metta in bocca tutta l’areola).
Non esiste una durata “normale” per una poppata. Se hai qualche domanda chiama la clinica per l’allattamento.
Un bambino che è attaccato bene alla mammella coprirà più dell’areola con il labbro inferiore che con quello superiore.
Cosa fare per migliorare la suzione del bambino

Il bambino impara a succhiare in modo efficiente con la pratica e quando gli arriva il latte in bocca. La suzione del bambino potrà diventare inefficace o non appropriata per l’allattamento al seno se usa tettarelle o se non si attacca alla mammella in modo corretto fin dall’inizio. Qualche bambino sembra aver solo bisogno di un po’ di tempo per sviluppare una suzione efficace.
Qualche esercizio per migliorare la suzione e/o l’allattamento detto “al dito” può essere utile ma è da far presente che staccare il bambino dal seno per passare al finger feeding non è una buona idea e dovrebbe essere usata come ultima risorsa.

“I capezzoli diventano bianchi quando il bambino si stacca dal seno”

Il dolore associato al capezzolo che diventa bianco viene spesso descritto dalle madri come “bruciore”, ma generalmente questo comincia soltanto dopo la poppata. Può durare diversi minuti o più, dopodiché il colore del capezzolo torna normale, ma poi un nuovo dolore comincia, che viene descritto dalle madri come “lancinante”. Questo dolore lanciante può durare per qualche secondo o anche minuto e il capezzolo può nuovamente diventare bianco. La causa sembra essere uno spasmo dei vasi sanguigni dentro il capezzolo – spesso chiamato “vasospasmo” o “Fenomeno di Raynaud” – (quando diventa bianco), seguito da un rilassamento (quando il colore del capezzolo torna normale). Qualche volta questo dolore continua quando il dolore durante le poppate non è più un problema, così che la madre sente dolore soltanto dopo che il bambino si è staccato dal seno, ma non mentre poppa. Che cosa si può fare?

Attenzione ad attaccare il bambino alla mammella in modo corretto. Questo tipo di dolore viene quasi sempre associato alle probabili cause di dolori durante le poppate, che spesso sono anche all’origine del dolore in questione. Il migliore trattamento per questo vasospasma è quello che si usa anche per gli altri tipi di dolore ai capezzoli. Dopo aver risolto il problema principale responsabile per i dolori ai capezzoli, anche il vasospasma sparisce.
Applicazioni calde (una spugna calda, una bottiglia con acqua riscaldata, asciugacapelli) sui capezzoli subito dopo la poppata potranno prevenire o diminuire la reazione. Un caldo asciutto è normalmente meglio di un caldo umido perché l’umidità può causare ulteriori danni ai capezzoli.
In qualche caso abbiamo dovuto usare una medicina per bocca (nifedipine) per prevenire questo tipo di reazione. Anche la vitamina B6 può essere usata (vedi: “Trattamento dei dolori ai capezzoli e alle mammelle”
Misure generali

I capezzoli possono essere asciugati per un po di tempo dopo ogni poppata, usando un asciugacapelli a bassa velocità.
I capezzoli dovrebbero essere esposti all’aria il più possibile.
Quando non è possibile esporre i capezzoli all’aria, delle coppe di plastica a forma di cupola (non da confondere con i paracapezzoli) possono essere usate per proteggerli dalla frizione contro i vestiti. Le coppette assorbilatte tengono i capezzoli umidi e possono danneggiarli. Inoltre tendono ad attaccarsi ai capezzoli danneggiati. Se si perde molto latte si possono mettere gli assorbilatte sopra le coppe di plastica.
Le creme per i capezzoli potranno essere d’aiuto. Se si usa una crema, meglio mettere soltanto una quantità minima dopo le poppate e non lavarla via.
Non lavare spesso i capezzoli . Una doccia al giorno basta e avanza.
Se il bambino cresce bene non c’è nessun valido motivo per allattarlo per ogni poppata a entrambe le mammelle. Potrà essere di aiuto per alleviare il dolore e per accelerare la guarigione se si allatta il bambino ad ogni poppata a una sola mammella. Potrà servire spremere la mammella (vedi: “La compressione della mammella”) quando il bambino non deglutisce più, affinché continui a ricevere latte. Ciò potrà essere possibile in alcune poppate, in altre no. In situazioni molto difficili un dispositivo per l’allattamento supplementare (vedi: “L’uso del dispositivo per l’allattamento supplementare”) può essere usato per dare un’aggiunta (preferibilmente latte spremuto), in modo che il bambino finisca la poppata al primo seno.
Se a causa del dolore risulta impossibile mettere il bambino al seno, nonostante si siano provati tutti i suddetti suggerimenti, potrà essere possibile continuare l’allattamento dopo una temporanea sospensione (3-5 giorni) per permettere ai capezzoli di guarire. Durante questo tempo sarebbe meglio non alimentare il bambino con un capezzolo artificiale. Naturalmente la cosa migliore sarebbe dargli il latte spremuto. Usare la tecnica chiamata “Finger Feeding” (vedi: “Finger Feeding”) oppure dargli il latte con una tazza. Questa opzione si dovrebbe essere usata come ultima risorsa e non si dovrebbe decidere con leggerezza di non dare più il seno al bambino. Inoltre, spesso non ha nessuna utilità.

I paracapezzoli non sono raccomandati per capezzoli doloranti perché, anche se possono aiutare temporaneamente, normalmente non servono o può solo sembrare che aiutano. Potranno anche diminuire drammaticamente la produzione del latte e il bambino potrà diventare irrequieto e non crescere bene. Una volta che il bambino ci è abituato, potrà diventare impossibile fargli accettare nuovamente il seno. Infatti, molte donne che hanno provato ad usare i paracapezzoli non li hanno trovati utili contro i dolori ai capezzoli. Usarli soltanto come ultima risorsa, ma consultare la clinica per l’allattamento.

Ultimo aggiornamento: gennaio 2005

Copyright by Jack Newman MD FRCPC
Può essere stampato per uso personale oppure per scopi educativi senza ulteriore permesso; Per l’utilizzo in altre pubblicazioni si contatti l’autore via e-mail: drjacknewman@sympatico.ca

Traduzione a cura di Ulrike Schmidleithner – info ( at ) allattiamo.it –
La pagina originale in inglese si trova qui.

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