Paracapezzoli, come e quando usarli

I paracapezzoli rappresentano un frequente “consiglio” di diversi operatori nei confronti delle neomamme con difficoltà in allattamento. 
Raccomandati senza un follow-up adeguato, in alcuni casi possono addirittura peggiorare la situazione o nascondere il reale problema che impedisce il naturale corso dell’allattamento.
È opportuno tener presente che è possibile evitarne l’uso se correttamente informati da una consulente IBCLC al momento dell’avvio dell’allattamento o durante la gravidanza.

Un po’ di storia

Paracapezzoli del 1830

Legno, vetro (con capezzolo di mucca o gomma del 1830), avorio ammorbidito, interamente in gomma.

 

Le prime testimonianze dell’uso dei paracapezzoli si trovano già nei testi medici della metà del XVII secolo che li consigliavano nel caso di capezzoli piatti.
La loro forma non ha registrato significative variazioni nel corso dei secoli, al contrario dei loro materiali. 
Originariamente erano prodotti in argento, legno, osso, vetro o persino piombo, fino a quando non si è scoperto che il piombo può causare danni cerebrali nei neonati.
Le riviste femminili iniziarono a pubblicizzarli all’inizio del XIX secolo, presentandoli come la soluzione per antonomasia alle irritazioni dei seni. In quegli anni erano solitamente costituiti da un capezzolo di gomma attaccato a un supporto di vetro che, più tardi, venne sostituito da un supporto in plastica (“seno parigino”). 
Dall’inizio del XX secolo, invece, iniziarono a essere prodotti interamente in gomma.
L’allattamento al seno, con l’introduzione dei paracapezzoli, non riesce quasi mai a seguire il normale andamento. Senza considerare la scarsa igiene che spesso li accompagna, data la difficoltà di essere correttamente puliti.
I paracapezzoli sono ancora venduti in farmacie e negozi di puericultura di molti paesi. A causa del loro spessore, la quantità di latte ricevuta dal bambino risulta talvolta ampiamente ridotta (fino al 58% secondo uno studio statistico). Tuttavia, dagli anni ’80 ne esistono anche modelli in silicone molto più sottili.

Paracapezzoli del XIX secolo

Paracapezzoli del XIX secolo

 

Paracapezzoli anni 80

Paracapezzoli in vetro (inizio del secolo) e in silicone (anni ’80)

Quando vengono utilizzati i paracapezzoli?

Le neomamme temono spesso di avere i capezzoli piatti o retratti, motivo per il quale cercano disperatamente una soluzione a questo problema.
Per molte donne è difficile comprendere che non è necessario, né opportuno, usare i paracapezzoli. I bambini, infatti, non ciucciano solo dal capezzolo, ma mettono nella loro bocca anche buona parte dell’areola. La funzione davvero importante del capezzolo risiede nella capacità dei suoi fori di far fuoriuscire il latte. 
Se un bambino impara a ciucciare da un biberon, o attraverso dei paracapezzoli, pretenderà le stesse condizioni per ogni poppata.

Attacco asimmetrico

Attacco asimmetrico

I neonati necessitano di una stimolazione orale alla giunzione tra il palato duro e il palato molle per iniziare la suzione: se il capezzolo viene “allungato” con un paracapezzolo e la mamma, come per la maggior parte dei casi, ha un capezzolo poco sporgente le difficoltà aumentano. Questo non significa che la mamma DEVE avere un capezzolo sporgente.

Se il seno è molto duro e l’areola manca di elasticità, il bambino non riesce a portarlo un po’ più distante dalla sua bocca e, quindi, a innescare il riflesso di suzione. In questo casi, il neonato si lamenta e rifiuta il seno della madre, che potrebbe ricorrere ad una spremitura manuale del seno per fare ammorbidire l’areola e quindi renderla più elastica ma spesso viene consigliato il paracapezzolo per aggirare l’ostacolo.

Anche per facilitare l’attacco al seno di un i bambino prematuro può accadere di introdurre l’utensile nel momento della poppata. I prematuri, infatti, rinunciano facilmente a succhiare se incontrano difficoltà a prendere il seno in bocca e se il latte non scorre facilmente, perché solitamente abituati al biberon.

In uno studio sull’argomento, i bambini prematuri si sono dimostrati in grado di assumere molto più latte durante l’allattamento al seno con l’aiuto dei paracapezzoli rispetto all’allattamento a seno nudo. Inoltre, sembra che in questi casi non si registri una variazione nella durata dell’allattamento. 
Probabilmente, per questi bebè che hanno avuto poca possibilità di ciucciare al seno della mamma sin dalla nascita, e che sono sottoposti a delle difficoltà legati alla prematurità, la soluzione del paracapezzolo ha consentito un primo approccio duraturo al seno.

Tuttavia, una consulente professionale in allattamento IBCLC deve avere l’importante compito di seguire la coppia mamma-bambino al fine di riuscire a eliminare gradualmente l’utilizzo della tettarella sul seno. 

I casi più eclatanti dell’uso sconsiderato dei paracapezzoli si ravvisano, però, nelle occasioni in cui questi strumenti vengono consigliati senza apparente ragione. Sempre più neomamme, infatti, li acquistano ancor prima del parto, per “eventuali problemi di avvio dell’allattamento”.

L’utilizzo dei paracapezzoli ha delle conseguenze negative?

L’uso dei paracapezzoli porta sempre delle amare conseguenze, anche se alcune mamme hanno avuto pochi problemi con i paracapezzoli ma sono delle rare eccezioni. Ragadi, ingorghi mammari, diminuzione della produzione del latte sono gli effetti più frequenti. 
I paracapezzoli, infatti, limitano la qualità dell’attacco al seno del bambino, che peggiora ulteriormente se non si ha l’opportunità di sceglierne accuratamente la misura adeguata al capezzolo della mamma.

Come scegliere i paracapezzoli?

Tra tutti i parametri da considerare per la scelta dei giusti paracapezzoli, il più importante risiede nella taglia corretta. Inoltre, è necessario conoscere il corretto modo di utilizzo.
Per alcune madri, il grande volume dei capezzoli può essere proprio la fonte delle difficoltà incontrate. Se la mamma ha un capezzolo grande, il paracapezzolo aumenta ulteriormente il volume che il bambino deve riuscire a mettere in bocca, peggiorando la situazione. 
In questi casi, invece, l’azione principale dovrà essere volta a mantenere la secrezione di latte abbondante, a migliorare l’attacco al seno, proponendo modalità di integrazione di latte se necessario, senza che queste interferiscano con il buon corso dell’allattamento. E solo fino a quando il bambino non sarà in grado di prendere il seno senza difficoltà.

Come si usa il paracapezzolo?

Se si decide ugualmente di optare per l’uso dei paracapezzoli, occorre seguire attentamente le loro istruzioni:

  1. l’estremità del seno deve essere adattata alla bocca del bambino: non troppo lunga, né troppo grande;
  2. la base del paracapezzolo deve corrispondere alla base del capezzolo della mamma;
  3. non deve essere né troppo morbido, né troppo duro;
  4. per indossare un paracapezzolo, arrotolare il suo bordo, posizionarlo sul capezzolo e piegare il bordo sopra l’areola e il seno;
  5. provare sempre a escluderne l’uso entro il più breve tempo possibile.

Sulla loro rimozione, poi, è opportuno seguire questi consigli:

  • provare a rimuoverli durante la poppata, visto che con molti bambini bastano 1-2 tentativi per sbarazzarsene del tutto;
  • provare diverse posizioni comode per l’allattamento, perché spesso un cambio di posizione rende possibile poppate senza l’uso di paracapezzoli;
  • provare a non utilizzarli durante le poppate notturne.

Molte madri, però, trovano stressante il consiglio di smettere di usarli nel più breve tempo possibile. Tuttavia, quando il problema viene risolto si rendono conto di come sia più semplice un allattamento naturale senza corpi estranei da dover introdurre per ogni poppata.

Disclaimer

Le informazioni indicate non sostituiscono una consulenza personalizzata.
Se avete domande o siete in difficoltà potete prendere un appuntamento cliccando il pulsante qui sotto.

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22 Commenti. Nuovo commento

  • Personalmente non mi hanno aiutato, anche perché ho scoperto successivamente di averli acquistati di una misura errata.
    Solo dopo aver lavorato su un attacco corretto sono riuscita ad allattare e ho felicemente messo nel cassetto quei fastidiosi pezzi di silicone che si interponevano tra me e mio figlio. 💪🏻🤱

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  • nello sterilizzarli li ho bruciati sarà stato un segnale divino? 🤣

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  • Sono stata costretta ad usarli per 4 mesi, dal terzo al sesto mese della mia bimba, che senza non riusciva proprio ad attaccarsi neppure per pochi secondi, probabilmente per un difetto al frenulo linguale.
    Superato lo scoglio dei 6 mesi,poco dopo l’inizio dello svezzamento, senza alcun intervento al frenulo,ha lasciato il paracapezzolo proseguendo un allattamento sereno per un tempo più lungo di quello sperato.

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  • Sinceramente lo uso perché in ospedale nessuno mi ha spiegato come fare attaccare in maniera corretta la bambina e mi si sono formate delle ragadi quasi sanguinanti così, la ragazza che era in stanza con me ed era alla sua seconda gravidanza me li ha consigliati e ne ho tratto beneficio ma potessi tornare indietro li eviterei, ogni tanto provo a farla attaccare senza ma è una lotta! e se si attacca, lo fa male! 🙁

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  • Ciao a tutte . Li ho usati per tre mesi perché il mio bimbo aveva difficoltà ad attaccarsi. In ospedale mi hanno detto che non dovevo attaccarlo al seno perché pesava poco e si sarebbe stancato…beh.. posso dire che per fortuna non hanno compromesso l’allattamento e dopo tre mesi,con l’aiuto prezioso di un’ostetrica e di una mamma peer nel giro di due settimane li ho tolti..però credo di aver ricevuto tante informazioni sbagliate e soprattutto al consultorio li regalavano a noi future mamme senza spiegarci davvero l’uso e soprattutto le sue contro indicazioni…
    C’è ancora tanta ignoranza sull’allattamento

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  • Fino a qualche giorno fa credevo anche io di dover far uso dei paracapezzoli o di altri aiuti ma poi Grazia De Fiore mi ha insegnato in che modo sfruttare le potenzialità del proprio seno e come far in modo che il bambino si attaccasse nel modo corretto. Adesso grazie ai suoi preziosi consigli, il mio allattamento va alla grande!

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  • Ho allatato la mia bambina, però in modo non esclusivo, per i suoi primi 3 mesi di vita.
    Ho usato i paracapezzoli sin e subito pur non avendone bisogno dal momento che la mia bambina si attaccava molto bene.
    Per questo motivo in una prossima gravidanza non ho intenzione di utilizzarli perche la mia bambina sia attaccava solo con quelli ed ero diventata schiava dei paracapezzoli perderli o solo dimenticarli mi creava uno stato di ansia.
    Le ultime settimane sono riuscita ad allattare senza paracapezzoli maSono riuscita a toglierli solo quando la mia bambina

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  • Stefania Terranova
    24 Giugno 2019 17:06

    Li ho usati per i primi 4-5 mesi di vita ed è stato un delirio tra paracapezzoli e aggiunta 😢 Me li hanno consigliati in ospedale per le ragadi ma hanno compromesso il mio allattamento al seno. Il mio piccolo si è abituato al paracapezzolo e il flusso veloce del latte è tardato ad arrivare proprio perché il seno non era stimolato bene. Poi ho risolto grazie all’aiuto di Grazia che pian piano mi ha aiutata anche nel toglierli.

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  • Li ho usati ma mio figlio non li tollerava

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  • Ho avuto problemi di ragadi e subito le ostetriche mi consigliarono i paracapezzoli. Di tutti i tipi e dimensioni. A mio avviso, inutile perdita di tempo energia e soldi. Scomodi sia per me che per il bimbo. Non li ho mai usati di fatto.

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  • In ospedale a causa di un attacco al seno errato, ho avuto problemi di ragadi. Avendo difficoltà una puericultrice mi consiglio’ I paracapezzoli, che fino ad allora nn conoscevo. Grazie a questi ho potuto allattare nuovamente mio figlio. Quando le ragadi sono passate(dopo pochi giorni) ho tolto definitivamente i paracapezzoli. Successivamente mi sono rivolta ad una consulente per l’allattamento per risolvere definitivamente altre problematiche.

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  • Consigliati in ospedale dall’ostetrica perché mia figlia nom riusciva ad attaccarsi, a casa ho provato da subito a toglierli, ma ogni volta che la bimba, dopo vari tentativi, si attaccava al seno, mi scatenava la mastite e settimane di febbre e antibiotico.
    Grazie a Grazia De Fiore, ho scoperto che la mia piccola aveva il frenulo corto, così dopo averlo fatto tagliare, ho pian piano abituata a mangiare senza paracapezzolo: ho impiegato una settimana per disabituarla al paracapezzolo, ovviamente sempre grazie ai consigli di Grazia.
    Nel complesso la mia opinione non è negativa, ma per chi può, grazie alla natura, farne a meno, è sempre meglio iniziare un allattamento libero da “vincoli”, per chi invece, come me, riscontra problemi di tipo oggettivo (mastiti e ragadi ricorrenti) , possono essere un valido aiuto.
    Nel mio caso, hanno salvato l’allattamento, perché se in ospedale non me li avessere consigliati, viste le difficoltà della bambina avrei smesso di allattare gia in ospedale.
    Grazia, purtroppo, l’ho conosciuta il mese dopo, se l’avessi conosciuta prima del parto, avremmo trovato insieme altre soluzioni.

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  • Usati per due mesi. La mia bimba non ne voleva sentire di attaccarsi. Dovevo inserire all’interno anche il sondino perché non attaccandosi non aumentava la produzione. Ai suoi due mesi fa un momento all’altro tutto è cambiato. Sono stata aiutata a gestire la situazione, non so se sola ci sarei riuscita. Con mio secondo figlio totalmente diverso. Ha preso il seno in sala parto e non lo ha mai più mollato.

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  • I paracapezzoli hanno salvato il nostro percorso.
    Ho sofferto di ragadi, perdevo di continuo sangue… ho usato i paracapezzoli per 2-3 mesicirca e mi hanno letteralmente salavato! Ora sono 10 mesi di latte materno❤️

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  • Ho usato i paracapezzoli in maniera altalenante durante l’allattamento, molto difficoltoso, del mio piccolo.
    Mi hanno aiutato ma non sono stati certo la risoluzione definitiva del problema.
    La fortuna sta tutta nell’incontrare persone competenti in materia senza ascoltare i commenti di parenti o amiche.
    E Grazia é stata la mia ancora di salvezza

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  • I paracapezzoli per me sono stati utili contro il dolore è le ragazzi a causa del cattivo attacco del mio primo figlio ma, evidentemente hanno fatto diminuire il latte. Senza però non avrei potuto dargliene proprio. Per il secondo li ho usati per lo stesso motivo ma questa volta stavano per compromettere l’allattamento. Appena li ho tolti sono spariti gli ingorghi e il latte ha ripreso a schizzare e non ho mai più avuto problemi.

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  • Utilizzati per 4 mesi. Per me è stato un grande aiuto averli all’inizio del percorso, sicuramente e con il senno di poi avrei potuto farne a meno prima però per tanti motivi non ci sono riuscita. Grazie a Grazie de Fiore ora non li utilizzo più. Ovviamente chi può farne a meno, è meglio ma se per qualche motivo si devono utilizzare penso che è sempre un aiuto e permette comunque di allattare piuttosto di niente!

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  • Io li ho usati per 3 mesi ma mio figlio già all inizio nn voleva attaccarsi in ospedale m hanno fatto prendere sti paracapezzoli e lui si è avvicinato al biberon e xtre mesi lo allattavo ma prendeva l aggiunta… Purtroppo ho saputo della signora Grazia troppo tardi cioè qnd mio figlio aveva 6 mesi e io nn allattavo più… Adesso manca poco e partoriro’ il mio secondo principe e qst volta la contatterò appena esvo dall ospedale voglio allattare

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  • li ho usati per la prima figlia per circa un mese all’inizio dell’allattamento su consiglio di un’amica, perche in ospedalei avevano convinta che il mio capezzolo non fosse adatto all’allattamento. Grazia, in un incontro fugace e non programmato, mi ha fatto vedere come fare attaccare mia figlia al seno senza paracapezzolo e ha funzionato in un attimo! E, grazie a lei, con i miei capezzoli ho allattato x 25 mesi!

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  • Giuseppina Zappalà
    3 Luglio 2019 15:40

    Nel mio caso i paracapezzoli hanno peggiorato la situazione in quanto
    il capezzolo veniva masticato. Grazie alla correzione dell’attacco suggeritomi da Grazia de Fiore il mio allattamento è stato salvato. La mia bambina ha 10 mesi e proseguo con l’allattamento. Non consiglio il paracapezzoli assolutamente, consiglio di farsi seguire da una consulente.

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  • Mai usati i paracapezzoli ma sicuramente bisogna sempre affidarsi ad una esperta in allattamento come Grazia De Fiore se si hanno difficoltà nella gestione di quest’ultimo.

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  • Io personalmente li odio e anche io mio figlio perché sono scomodi e si staccano ogni secondo ma è L’unico modo che ho per allattarlo. Avrei tanto voluto eliminarli ma purtroppo non ne vuole sapere e solo con questi, mio malgrado, riesco ad allattarlo!! Finché resisterò continuerò!

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