Portare i bambini. Le domande di “Sicilia e donna”

Carissime amiche,

Il sito Sicilia e Donna segue con molto interesse quelli che sono i temi così delicati della maternità e pubblica spesso miei articoli su allattamento, portare i bambini e svezzamento.

Pubbico anche qui l’articolo (già inserito su http://www.siciliaedonna.it/rubriche/parere-esperto/portare-addosso-il-bambino-le-domande-piu-frequenti.), un’intervista sul portare i bambini

Vi invito a seguire le rubriche di Sicilia e donna http://www.siciliaedonna.it, sono molto interessanti e vertono su molti temi che ci riguardano.

Buona lettura!

Portare addosso il bambino. Le domande più frequenti

La nostra consulente de L’ecole a Porter de Paris Grazie De Fiore e autrice del libro Portare i bambini, contatto continuo come e perché, risponde ad alcune delle domande più frequenti per chi volesse decidere di portare addosso il proprio bambino.

Posso portare il mio bebè sin dalla nascita?

“Sì, naturalmente, ed è anche consigliabile qualora fosse possibile! Il contatto continuo con il bebè presenta molti vantaggi sin dalla nascita. Svariati sono infatti i benefici che derivano dal contatto pelle a pelle con la madre, che promuove tra l’altro la stabilità delle funzioni vitali e della temperatura; l’attaccamento e l’allattamento al seno; il benessere e il relax del bambino. Tramite l’uso di diversi supporti, si può portare il bambino sin dalle prime ore”.

Il bambino apprenderà delle cattive abitudini se portato addosso? Crescendo, chiederà maggiormente il contatto fisico?

“Invece di cattive abitudini sarebbe più opportuno parlare di bisogni. Il contatto fisico e la sicurezza trasmessa da quest’ultimo, fanno parte dei bisogni primari del bambino nei suoi primi anni di vita. Il piccolo uomo è stato creato per essere indossato, fa parte della sua natura e del rapporto madre-figlio. Andare contro quest’esigenza, per paura di incorrere in cattive abitudini è un voler rifiutare l’offerta di fiducia e di sicurezza al bambino. Offerta che gli permetterà poi di prendere lentamente autonomia e di scoprire il mondo con un buon senso di sé stesso. Alcune teorie su queste cattive abitudini sono frutto di paure radicate nella mentalità dei genitori da decenni. Nella gestione del rapporto padre-figlio, anche in campo medico, ad esempio, per molto tempo si è pensato che fosse preferibile non dare troppa attenzione al bambino per non correre il rischio di creare una dipendenza affettiva eccessiva. La maggior parte degli psicologi, per fortuna, invece oggi concordano sul fatto che la fusione fisica, l’attaccamento, la fiducia data dagli adulti sono essenziali per il corretto sviluppo del bambino e per garantire un buon inizio per il futuro adulto che diventerà. Non abbiate paura di dare loro il vostro amore e rispondere ai loro bisogni. Quando il bambino sarà perfettamente maturo, pieno di fiducia e benessere, capirete di non aver sbagliato. Sarebbe necessario anche sapere che esistono periodi, durante lo sviluppo, in cui il bambino ha bisogno di un maggior contatto fisico.  Questi periodi, denominati sensibili, corrispondono a lassi di tempo in cui il bimbo è riuscito a raggiungere alcune acquisizioni come l’imparare a camminare, lo sviluppo del linguaggio; o in seguito a fattori di disturbo come l’inizio dell’asilo nido, ospedalizzazione, dentizione, febbre”.

Per quanto tempo al giorno e fino a che età è opportuno portare il bambino?

“Non vi è alcun limite di età, dipende tutto dal comfort e dalle esigenze individuali. La muscolatura di chi indossa cresce contemporaneamente con la crescita del bambino. Se si indossa bene e si rispettano  sia le esigenze del bimbo che quelle del portatore, fino a quando entrambi si sentiranno bene si potrà portare tranquillamente, anche per diverse ore. Dipende tutto dalla vostre esigenze, propensioni e disponibilità”.

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