Portare il pancione? Cosa sapere su babywearing e postura in gravidanza

Da qualche anno a questa parte sta emergendo l’abitudine di legare il bebè già durante la gravidanza, per imparare a utilizzare il supporto prima della nascita e per alleggerire il peso del pancione.
Fasce lunghe e fasce elastiche vengono spesso proposte anche durante la gestazione, come se potessero davvero assicurare un decorso migliore.
Tuttavia non si tratta di una pratica fisiologicamente corretta e può, addirittura, causare degli inconvenienti alla postura. Ecco perché il babywearing in gravidanza è una pratica sconsigliata.

La muscolatura del tronco e le sue funzioni

Ciò che permette il mantenimento di una buona postura è l’equilibrio tra i piani muscolari del tronco che va assolutamente rispettato. Essi si distinguono in:

  • piano posteriore, rappresentato dai muscoli della schiena (muscoli para vertebrali, muscoli erettori della colonna vertebrale, muscoli spinali, etc);
  • piano anteriore, composto dai muscoli dell’addome.

I muscoli che coinvolgono il girovita, poi, hanno delle precise funzioni che vanno mantenute anche nel corso della gravidanza e che non devono venire meno per il rispetto delle loro esigenze fisiologiche.

Il grande e piccolo obliquo, il muscolo trasversale e il diritto dell’addome – insieme – concorrono ad assicurare i movimenti della parte superiore del corpo e la respirazione addominale, nonché la stabilità di schiena, addome e zona perinatale.

Gravidanza e disturbi di cattiva postura

Durante la gravidanza, l’utero cresce rapidamente e va a scontrarsi con le pareti muscolari di cui abbiamo parlato. Più queste sono sviluppate, più fa fatica a espandersi a causa della resistenza incontrata.
Alla fine, grazie anche all’ormone della relaxina, i muscoli si allentano per far spazio al feto.
Il pancione, proiettato in avanti, comporta inevitabilmente un cambiamento posturale e, talvolta, piccoli inconvenienti come: mal di schiena, infiammazione del nervo sciatico, aggregazione dell’ampliamento degli angoli retti e dello stiramento del muscolo trasverso (detto anche “muscolo triangolare dello sterno”); peggioramento della posizione anteriore dell’ultore e indebolimento dei suoi legamenti sospensivi; iper pressione sul perineo, pubalgia, etc.

Legare il pancione in gravidanza, la correzione passiva

La postura della donna in gravidanza cambia per adattarsi al cambiamento/trasformazione della morfologia della sua condizione.
Erroneamente si pensa di dover correggere la postura viziata e molti ricorrono a sistemi di correzione passiva.

Con questa si intende qualsiasi ausilio esterno al corpo volto al miglioramento dell’equilibrio posturale, come i busti della gravidanza e i famosi “nodi del torace ventrale”.
Gli ausili esterni sono fortemente sconsigliati, secondo l’osteopata Dott. Maurizio Montoro, “perché la donna piano piano cambierà la sua postura e si rischia di interferire nei fisiologici cambiamenti posturali”.

Qualsiasi sistema che cerca di sostenere il ventre o di andare in aiuto al cambiamento della oscura della donna, tra cui la fascia (spesso consigliata per “alleggerire il peso della pancia” , possono creare scompensi in zone del corpo che “lavorano” verso una postura idonea della donna in attesa. Gli ausili si posizionano esattamente su tutti i muscoli del tronco per sostituirsi a essi, impedendo loro di svolgere il loro compito e peggiorandone, quindi, il tono già compromesso.
Il Dott. Montoro aggiunge: “Si creano scompensi importanti alle cerniere lombari e cervicali che cercano un nuovo assetto”.
Tra l’altro, impedire ai muscoli di svolgere la loro funzione significa anche rallentare il loro recupero dopo il parto, peggiorare la propria condizione nel caso di un parto cesareo, ritrovarsi con muscoli meno efficaci durante il parto naturale, proteggere in maniera inadeguata i propri organi interni.

La correzione posturale attiva

Invece, si può optare per soluzioni più fisiologiche e funzionali, ovvero per:

  • migliorare il tono muscolare;
  • allungare e rafforzare la colonna vertebrale;
  • aumentare la capacità respiratoria;
  • allineare il corpo per sostenere il peso addizionale.

“Numerose tecniche yogiche – ci spiega Giorgia Landolfo, insegnante di Kundalini Yoga – permettono di migliorare la postura in gravidanza e allentare tensioni muscolari ed emotive. Essenziale è imparare a respirare lentamente e consapevolmente, per ossigenare al meglio mamma e bambino/a. Comprendere come utilizzare diaframma e polmoni è essenziale anche per affrontare il parto. Alleviare i fastidi alla zona lombare è possibile, senza dover ricorrere a strumenti come fasce o simili, imparando a portare il peso direttamente nella cavità del bacino, dividendolo tra i muscoli anteriori e posteriori”.

“Alle donne in gravidanza – conclude Giorgia Landolfo – consiglio di prendersi cura della propria postura sin dai primi mesi, proprio quando non si è accumulato ancora molto peso. Per comprendere passo a passo come cambia l’intero assetto della colonna e quali accorgimenti poter utilizzare per vivere al meglio tutti i 9 mesi di gestazione”.

Disclaimer

Le informazioni indicate non sostituiscono una consulenza personalizzata.
Se avete domande o siete in difficoltà potete prendere un appuntamento cliccando il pulsante qui sotto.

Articoli correlati

Devi essere connesso per inviare un commento.
Menu